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La serie, diretta da Paolo Colangeli - che ha collaborato con Vania del Borgo anche per la scrittura del programma - e andata in onda nel 2016 con tre episodi, è un vero e proprio documentario che mostra in modo nudo e crudo una realtà che molto spesso viene tralasciata soprattutto dai giovani: le organizzazioni criminali. Nello specifico la serie si concentra su quella campana, la Camorra, e trascina lo spettatore nella vita di donne che ne sono state protagoniste, donne che si sono pentite o che si sono semplicemente dissociate e che ora hanno ripreso in mano la propria vita dopo aver scontato le condanne loro attribuite.

Il primo episodio della seconda stagione, presentato in anteprima ad Alice nella Città, vede come protagonista Patrizia Franzese, una donna a cui è stato tolto il privilegio di essere bambina troppo presto e che non ha mai ricevuto affetto dalla propria famiglia; non essendo stata riconosciuta come figlia dal padre, Patrizia viene mandata in collegio all’età di due anni e riuscirà a rivedere la sua famiglia solo dodici anni dopo ma senza ottenere risultati migliori. La ragazza viene infatti “ceduta” per sanare un debito di famiglia come donna delle pulizie e compagna ad un uomo che la maltratta e abusa di lei. All’età di diciannove anni mette al mondo il suo primo figlio, abbandonando totalmente la sua adolescenza mai vissuta pienamente per occuparsi della bambina e per ribellarsi coraggiosamente all’uomo, nonostante questo la porti a risvegliarsi la mattina seguente in un letto d’ospedale a causa dell’ennesima violenza subita.

La situazione cambia quando incontra Aniello Cirella, capo di un clan camorrista e futuro compagno che rivendicherà Patrizia lasciando a terra l’uomo esanime. La donna viene presentata al resto del clan e per guadagnarsi la fiducia di Aniello prende parte ad un omicidio che la renderà protagonista. Camuffata e ingegnosa ucciderà Raffaello Bianco, esponente del clan Rea. Ben presto riallaccia i rapporti anche con il fratello Carmine, tossicodipendente che verrà aiutato da Aniello; il suo lavoro all’interno del clan cambia quando rimane incinta, diventando supervisore dei giri di droga. Questa nuova vita nella ricchezza viene distrutta dalla morte di Aniello. Il boss infatti, dopo essere stato chiamato da esponenti del clan Belforte, viene tradito proprio da questi ultimi  durante un tentato omicidio al clan rivale Piccolo. Il comando del clan Cirella a questo punto viene affidato a suo padre Modestino, che però non sarà ingegnoso come il figlio e infatti rimarrà senza l’aiuto di Patrizia. Dopo un grave inconveniente che causa la morte di tre giovani innocenti scambiati per membri del clan Rea, Modestino assieme al suo clan perdono totalmente credibilità. Carmine decide allora di farsi arrestare per iniziare a collaborare con le forze dell’ordine e presto verrà affiancato dalla sorella che prenderà la sua stessa decisione per salvargli la vita. Oggi la donna ha ricominciato a vivere dopo aver scontato la propria condanna, vedendosi di nuovo madre dei propri figli con cui ha riallacciato i rapporti.

È una serie indubbiamente interessante e costruttiva di testimonianze dirette di ex camorriste, forze dell’ordine, giornalisti e ministri affiancate alla riproduzione di fatti accaduti, scelta che chiarisce le conoscenze –  a volte scarse – dello spettatore in modo chiaro e diretto.

Chiara Cicchinelli

 

In un'epoca in cui la mafia si è ormai radicata nella nostra società, in tanti differenti volti e in tante altre sfaccettature, la necessità di parlarne è troppo forte per restare inermi di fronte a questo fenomeno oramai diffuso in tutta Italia. Ed è proprio questo quello che stanno cercando di fare con la serie tv Camorriste Paolo Colangeli (alla regia) e Marco Visalberghi (alla produzione). Dal 16 novembre partirà infatti sul canale satellitare Sky “Crime Investigation” la seconda stagione della serie, per continuare sull'onda della precedente, a trattare le storie di luci e di ombre dei volti della Camorra, con la sola differenza che non verranno raccontate le storie dei boss mafiosi bensì delle donne che in un modo o nell'altro, sono state legate alle attività criminali di stampo mafioso, mostrando il loro progressivo avvicinamento al sistema giudiziario e il conseguente distaccamento dalle vicende camorriste, che ha previsto, in alcuni casi, la collaborazione con gli apparati delle forze dell’ordine nei casi di pentimento.

 

In ogni puntata verranno mostrati molti volti di diverse donne, da Maria Duraccio a Cristina Pinto passando per Antonella Madonna, nomi che all'apparenza non trasmettono nulla ma che appartengono a coloro che hanno vissuto sulla loro pelle quello che davvero significa essere legati, per diversi motivi, alla Camorra.

Nell'episodio pilota della seconda stagione verrà raccontata la storia di Patrizia Franzese, nata negli anni ’60 a Casoria, in provincia di Napoli, che si legherà sentimentalmente ad Aniello Cirella, giovane che in poco tempo diventerà il boss del clan dei Cirella, uno dei più influenti e potenti di Napoli, prima del loro crollo. Insieme al boss, la donna si ritroverà a gestire il clan arrivando a partecipare a veri e propri “gruppi di fuoco”, per assassinare in alcuni blitz persone scomode al clan d’appartenenza. La donna tuttavia, in seguito all'uccisione del compagno e l’arresto del fratello, decide di avvicinarsi nel febbraio del ’99 alla giustizia come testimone, scontando poi la sua pena e ritrovando nell'agosto del 2016, la libertà.

In queste poche righe non è possibile far trasparire quelli che sono i sentimenti e i pensieri delle varie donne, i quali sono invece abilmente incastonati nella narrazione, di puntata in puntata, mostrando come esse hanno affrontato quello che rappresenta ora il loro passato.

Alessio Natalucci