ESCAPE='HTML'

Dall'omonima serie di fumetti di Dav Pilkey, che trova le sue radici nella fine degli anni '90, arriva sul grande schermo il personaggio di Capitan Mutanda: è la regia di David Soren, membro dell'ormai affermata casa d'animazione DreamWorks, ad essersi occupata di questo inaspettato (ma forse non atteso) "remake".


Lo si può definire remake in quanto Soren riprende la trama originale senza discostarsene molto: due bambini di una scuola elementare, George e Harold, ne combinano di tutti i colori mandando su tutte le furie il preside, il "signor Grugno", tanto da essere minacciati da quest'ultimo, durante un colloquio in presidenza, di essere separati in due classi diverse.
È a questo punto che George tenta il tutto per tutto e, affidandosi ad un fantomatico "anello ipnotizzante" trovato nei cereali della colazione, riesce a trasformare Grugno nell'eroe dei suoi fumetti: Capitan Mutanda.

La comicità che scaturisce da questo personaggio e dalle situazioni che si trova a fronteggiare nasce dallo stesso gusto che hanno i due piccoli amici nel compiere i loro scherzi: quello del ribaltamento parodistico delle situazioni convenzionali, con l’utilizzo dell’ironia e dei colpi di scena, delle quali lo spettatore viene chiamato a fare parte in prima persona tramite la comunicazione diretta dei protagonisti con esso, proprio come Pilkey era solito far fare loro anche nel fumetto.


Vi è anche una ripresa del “Flip-o-Rama”, la tecnica utilizzata dal disegnatore grazie alla quale le pagine diventavano animazioni se sfogliate velocemente dal lettore, e sono presenti citazioni a particolari film (come non riconoscere il sorriso dello Stregatto in quello del preside in una delle prime scene del film) o cliché della storia del cinema comico, e non solo.

Da un lato vi è quindi un tentativo di rimanere fedeli al prodotto originale, dall’altro vi è l’incredibile cura del team DreamWorks nella realizzazione visiva del film: è impossibile non rimanere colpiti dalla genialità delle transizioni, dall’esplosività dei colori, dall’esagerazione e dall’inverosimiglianza che caratterizza un po’ tutto il film, e che è sia punto di forza sia di leggerezza.

Sotto tutta questa esplosività di effetti speciali e di comicità è infatti difficile orientarsi e risalire al nocciolo di un film che sembra voler semplicemente “essere ciò che appare”, cercando sempre di trovare nuovi modi di incalzare lo spettatore, rischiando però così di “perderselo per strada”, disorientandolo e facendogli credere di aver assistito a molto più di quanto fosse necessario.


La pellicola non intende lasciare un messaggio (o almeno, ci prova nelle ultime battute, ma non abbastanza da essere realmente preso in considerazione), né stimolare alcuna riflessione di sorta, ma vuole solamente intrattenere e divertire un pubblico la cui fascia d’età può essere probabilmente suggerita dal titolo stesso del film.

Francesco Faina

 

Un divertente e bizzarro supereroe in mutande, creato da due giovani autori di fumetti, travolge le loro vite con situazioni divertenti e li salva dalle tremende e noiose ore della giornata.
George e Harold trascorrono le ore di scuola in risate, sempre alla ricerca di scherzi da poter fare al preside Grugno antipatico e irascibile uomo che è allergico al divertimento.
Nel tentativo di spezzare la monotona giornata di scuola, i due bambini decidono di fare l'ennesimo scherzo al preside, la  conseguenza sarà lo smistamento in due classi separate.
Per fermare la decisione del direttore scolastico, i due bambini lo ipnotizzano per errore, trasformandolo nello stesso Capitan Mutanda, il personaggio fantastico nato dai loro fumetti.
Non ci vorrà molto perché i due bambini si rendano conto che il gioco è bello quando dura poco.

Capitan Mutanda è un film del 2017 diretto dal regista David Soren e prodotto dalla DreamWorks Animation.
Il personaggio di Capitan Mutanda è la trasposizione del libro per bambini dello scrittore statunitense Dav Pilkey che ha venduto oltre 70 milioni di libri in tutto il mondo.
Nonostante la popolarità, i libri di Capitan Mutanda sono sempre stati piuttosto discussi, e soprattutto accusati dai genitori di usare un linguaggio inappropriato per il pubblico di riferimento, i bambini delle elementari.


Il film tende ad una commedia frivola e adatta a tutta la famiglia, spesso pariodistica ma leggera rispetto al libro. L'uso dell'animazione tridimensionale in Cgi è uno degli aspetti che arricchiscono il film e che lo rendono una novità rispetto al libro.

Francesco Ramon Franco