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Il film Freak Show della regista Trudie Styler tratta molti temi in maniera originale e innovativa. Il protagonista è un giovane ragazzo, Billy Bloom, che si definisce un “transvisionario”. È cresciuto con la mamma e la ammira considerandola il suo punto di riferimento: come lui stesso dice “Lei è semplicemente avanti”. La madre intraprende un viaggio e lui è costretto a trasferirsi nella tenuta del padre, un uomo ricco che non riesce ad accettare la diversità del figlio. Billy è fiero di essere un “freak” finché non si rende conto che all’interno della nuova scuola non viene accettato. Decide a questo punto di provocare i suoi compagni di scuola per combattere il loro bigottismo finché un giorno alcuni di loro lo picchiano mandandolo in coma.

Ciò che cerca di incarnare Billy è l’idea di libertà, ovvero che ognuno possa essere chi vuole. Infatti nel film molto spesso è riportata la frase “you are who you are” (“sei chi sei”), per incitare il pubblico giovanile ad essere sé stessi in ogni caso, senza farsi influenzare dal contesto generale e dalla paura di non essere accettati. Billy lotta proprio per questo, per far emergere il “freak” che c’è in ognuno di noi. Il suo è un vero e proprio atto di protesta e sconvolgimento sociale che porta a numerosi colpi di scena.

Inoltre Billy stringe una forte amicizia con un ragazzo, Flip Kelly, che lo aiuta durante la sua riabilitazione ma al tempo stesso cerca di cambiarlo per aiutarlo ad integrarsi nella scuola, cercando di convincerlo ad eliminare il suo modo di vestire appariscente, credendo che quello sia il miglior modo per integrarlo. Ma l’animo di Billy non può essere represso e per questo si candida come reginetta del ballo, ma inaspettatamente si presenta alla cerimonia di premiazione vestito come un ragazzo, senza il suo solito trucco e i suoi soliti vestiti per dimostrare che infondo lui non è tanto diverso da tutti gli altri. 

Si parla inoltre del tema familiare sottolineando che per noi giovani è molto più facile affezionarsi a chi ci lascia fare ciò che vogliamo, a chi ci lascia liberi e magari considerare come male chi invece cerca di farci capire che il mondo non è la nostra favola personale. 

Un altro tema trattato è quello della religione: infatti viene molto sottolineato il fatto che essa non accetta i gay e considera il convenzionale come unica cosa giusta e accettabile, perché punta a spostare la responsabilità della non accettazione su qualcun altro e non su sé stessi. 

Tutto il film si basa sul tema delle etichette poiché purtroppo tutti tendono a creare giudizi senza preoccuparsi minimamente di chi sia realmente la persona giudicata. Tutti giudicano incondizionatamente! Questo film punta a farci capire che ciò che c’è al nostro interno è ben diverso da quello che mostriamo esternamente e quindi dovremmo pensarci bene due volte prima di giudicare chi ci sta intorno. 

Claudia Foffo