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Storia ambientata all’incirca negli anni '80, nel periodo della rivoluzione in Portogallo. Una famiglia portoghese è costretta a emigrare in Francia poiché la madre, visti i suoi precedenti criminali, era ricercata dalla polizia. João, il padre, ha un’infezione che ha colpito gravemente i suoi polmoni, ma l’unica in famiglia ad essere a conoscenza della malattia è proprio Luisa, una bambina ingenua che si trova ad affrontare in solitudine la malattia del padre non riuscendola ad accettare. E’ qui che, grazie alla presenza di numerosi dialoghi e diversi momenti di reciproco scambio di affetto tra i due personaggi, viene evidenziato l’intenso rapporto tra padre e figlia.

Luisa, nonostante la sua giovane età, dovrà affrontare molti momenti difficili, ma quando le si presenteranno per la prima volta le dure realtà che la vita riserva, come la morte dei sui gatti nati da pochi giorni, in lei ci ci sarà una tale crescita che le permetterà di aprire gli occhi alle ingiustizie della vita.

La trama del film lascia un messaggio chiaro: bisogna prepararsi ad affrontare tutti i momenti che la vita ci presenta per essere pronti a compiere “il salto” verso un domani. La sceneggiatura del film è ricca di descrizioni e particolari mentre dal punto di vista della fotografia è evidente il taglio personale dato dalla regista con colori e luci sempre intensi e accesi.

Lucrezia Signorello

 

Menina è un film drammatico ambientato negli anni '80; racconta la storia di Luisa, una bambina portoghesetrasferitasi in Francia assieme alla famiglia. Luisa si trova ad affrontare da sola la malattia del padre che invece nasconde la sua situazione al resto della famiglia composta dalla moglie e dal figlio.

Il film si rivolge particolarmente ad un pubblico adulto a causa dei numerosi simbolismi (quasi ostentati) e dei temi che la trama si trova ad affrontare. 

La stessa regista Cristina Pinheiro si immedesima nel personaggio di Luisa, facendo in modo che il film corrisponda a ció che lei stessa sente di provare. Cristina racconta inoltre di aver avuto un vissuto molto simile nonostante il cinema si possa definire "finzione".

Luisa è la bambina che si trova dentro ognuno di noi, rappresenta la speranza e la resilienza che solo una figlia può provare nei confronti dei genitori. La malattia del padre le permetterá di innescare un processo di crescita nel quale la consapevolezza della morte assumerà un ruolo fondamentale.

Francesca Pasotti