ESCAPE='HTML'

“Dobbiamo conquistare l’ignoto non temerlo”.

Wendy Welcott è una ragazza autistica la cui vita è rigorosamente regolata da una precisa routine quotidiana. Ha una grande abilità nello scrivere e un’autentica passione per Star Trek, per cui quando la Paramount Channel indice un concorso alla ricerca di un copione per il nuovo film della saga, Wendy coglie al volo l’occasione della sua vita per dimostrare - apparentemente alla sorella Audrey e alla sua tutrice Scottie, ma in realtà a sé stessa - di essere in grado di governare la sua vita e la sua malattia.

Si ritrova così a dover intraprendere un viaggio alla scoperta dell’ignoto, del mondo che non conosceva e del quale aveva paura. Si apre ai suoi occhi una realtà talvolta crudele, abitata da persone che approfittano della sua ingenuità, ma anche in grado di provare pietà e compassione.

“Fuggire è inevitabile” dice il signor Spock, il personaggio della saga che la “guida” nel suo viaggio on the road. Il cammino dell’eroe, che viaggia per scoprire l’equazione del senso dell’umorismo, in quanto non riesce ad esprimere le proprie emozioni che quando vengono a galla rischiano di distruggerlo, è infatti un parallelo con quello compiuto dalla protagonista stessa.

“Please stand by”, “per favore calmati” le dicono spesso e così si ripete lei stessa nei momenti di crisi. Alla fine del film, Wendy non ha più bisogno di queste parole, ha già trovato la sua calma e il suo equilibrio.

Mi è piaciuto molto questo film che, con l’abile regia di Ben Lewin è stato in grado di catapultarmi nella mente della protagonista interpretata da una talentuosa Dakota Fanning, capace di vestire i panni di Wendy alla perfezione. La pellicola porta lo spettatore a ragionare su una realtà su cui non ci soffermiamo a riflettere spesso.

Concludo con un’altra frase tratta dalla sceneggiatura scritta dalla protagonista che mi ha particolarmente colpita: “C’è solo una direzione in cui possiamo andare: avanti”.

Ilaria Preciutti

 

Please stand by è una commedia drammatica, che racconta il viaggio di una ragazza autistica. Wendy, la protagonista, vive in un mondo immaginario creato dalla sua mente; questo mondo è ambientato nella storia di Star Trek Enterprise. Nel suo viaggio la protagonista è guidata dallo spirito di Mr. Spock, il quale le ha detto che ciò che è sconosciuto sta aspettando di essere scoperto. Secondo l’idea del regista Ben Lewin, Mr. Spock rappresenta lo spirito che tutti noi abbiamo dentro per superare gli ostacoli quotidiani.

Wendy vive in un centro di assistenza sotto il controllo affettuoso della psicologa Scottie: tutte le sue giornate sono scandite da un programma prestabilito e deve rispettare diverse regole che le impediscono di mettere sé stessa in pericolo. L’unico modo per tenere sotto controllo i suoi scatti d’ira risiede nello scrivere regole e frasi pronunciate dalle persone a lei circostanti.

Il titolo stesso Please stand by (in inglese, “per favore calma”) è ripreso da una frase ricorrente usata dalla protagonista per riprendere il controllo di sé stessa.

A seguito di un incontro con sua sorella, nasce in Wendy il desiderio di tornare a vivere con lei, alimentato dalla nascita di sua nipote Roby. L’incontro non ha l’esisto sperato, tant’è che la sorella Audrey decide di non assumersi la responsabilità di tornare a convivere con lei.
Nonostante ciò, Wendy decide di scrivere ugualmente la sceneggiatura per il film Start Trek, ma non volendo pesare economicamente su Audrey prova a vincere il premio di  $100,000.
Non avendo avuto l’appoggio da parte della sorella e dalla psicologa, decidere di scappare per consegnare in tempo il suo scritto.

Durante il suo viaggio Wendy incontrerà diverse persone, alcune rappresenteranno per lei un ostacolo, altre le saranno invece un aiuto. Uno degli incontri più significativi avviene con una anziana signora che le apre gli occhi sul mondo per la prima volta.

Dal punto di vista musicale il film è privo di colonna sonora, l’unico accompagnamento musicale è quello cantato dalla protagonista stessa per isolarsi dai rumori del mondo esterno a lei sconosciuti.

La scenografia è poco dettagliata, spesso vediamo il mondo come appare agli occhi di Wendy, un paesaggio fantascientifico; sono ricorrenti invece primi piani che evidenziano particolarmente le emozioni dei personaggi.

Giulia Ponziani