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Cercando di ricavare più informazioni possibili dal pubblico, per costruire un quadro completo della ricezione di Skam, l’opinione riguardo a questa serie è risultata universalmente concorde. Non è semplice guardare con occhio critico un fenomeno mediatico di tale rilevanza ed è però curioso andare a ricercare i motivi di tale successo e quindi le conseguenze sul (giovane) pubblico.

Il teen drama norvegese di Julie Andem è una freccia che colpisce nel cuore di un pubblico ristretto ma estremamente potente, che si sente realmente rappresentato sullo schermo soprattutto dalle 4 amiche protagoniste interpretate da Lisa Teige, Josefine Frida Pettersen, Iman Meskini e Ulrikke Falch.

Le giovani ragazze appena affacciatesi alla vita presentano numerose diversità tra di loro,  ma allo stesso tempo in gruppo sono armoniche e unite, si supportano e si invidiano allo stesso tempo. La Andem presenta allo spettatore disparate situazioni di vita quotidiana e aspetti tipici degli adolescenti, rappresentati dai diversi generi musicali che la serie vanta poter annoverare nella sua colonna sonora (si spazia dalla musica EDM alla lirica norvegese). Sopprattutto vengono evidenziati senza vergogna argomenti della giovinezza che i più considererebbero tabù in una serie per adolescenti, come gli espliciti riferimenti sessuali.

I giovani protagonisti non debbono e non vogliono però affrontare la delicata tappa successiva all’infanzia da soli, ma chiamano in causa, in alcune situazioni, anche le autorità e i propri genitori quando determinati limiti personali vengono valicati; cosa che non avviene in quasi nessun’altra serie tv per ragazzi.

La leggerezza di spirito e la bellezza presente nelle ragazze, rappresentata in ognuna di esse attraverso particolari risorse morali, rendono il prodotto piacevole da guardare e risulta pertanto facilmente interiorizzabile.

Camilla Mion

 

La serie Skam (“vergogna” in norvegese) racconta la storia di un gruppo di amici che studiano in un liceo di Oslo e che sono alle prese con i problemi legati all’adolescenza. Ogni stagione si focalizza su uno dei personaggi rendendolo il protagonista assoluto e mostrando, in modo particolare, fatti che lo coinvolgono direttamente.

Julie Andem, la regista, è riuscita a creare un prodotto unico nell’ambientazione e nella trattazione del tema adolescenziale, per una volta dal punto di vista dei ragazzi stessi, mettendo in scena in modo schietto e diretto cosa si prova in questa fase significativa della vita. I protagonisti si trovano a dover affrontare l’insicurezza dell’essere adolescenti: la paura di non essere all’altezza delle situazioni, il bisogno di accettazione, trovando la soluzione a molti di questi problemi nel loro gruppo dal quale traggono forza e supporto.

Affianco al tema dell’amicizia si sviluppa anche quello dell’amore in tutte le sue forme e sfumature, con i suoi alti e bassi, tra litigi e gelosie, dolcezza e passione. Un altro filo conduttore presente in tutte le stagioni è la crescita emotiva e psicologica dei protagonisti, trattata negli episodi come in un romanzo di formazione.

Uno dei tanti punti di forza della serie è sicuramente la colonna sonora, che accompagna tutte le scene, dando enfasi ai momenti cruciali della trama, alcune di queste sono state addirittura scritte dalla regista dopo aver scelto il brano musicale. Skam tratta anche di temi impegnativi come l'omosessualità, i pregiudizi, gli stereotipi giovanili e la religione: in particolare quest’ultima viene approfondita soprattutto nell’ultima stagione in cui la protagonista è Sana, una ragazza musulmana, combattuta tra il bisogno di indipendenza e la sua fede islamica.

In sintesi Skam è un microcosmo che rappresenta tutte le sfaccettature dell’adolescenza in una visione non solo norvegese ma mondiale.

Silvia Rosati